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venerdì 14 aprile 2017

Il salvatore della Grecia


[Le elezioni olandesi e l'insolita attenzione che hanno suscitato in tutto il mondo sono ormai un lontano ricordo ed io, presa dal lavoro e vicissitudini personali, ho smesso da qualche settimana di andare a caccia di articoli interessanti sulla terra dei tulipani. 
Finché, ieri mattina, non mi sono imbattuta in un breve pezzo di Jesse Frederik pubblicato sul sito de Correspondent, avente come tema l'infelice vicenda dei commenti che l'ancora per poco ministro olandese delle finanze Dijsselbloem si è lasciato sfuggire non molto tempo fa sul sud Europa e sulla presunta propensione dei suoi abitanti a scialacquare denari. Di seguito una mia traduzione dell'articolo, che ho deciso di proporvi per il tono insolitamente critico nei confronti del presidente dell'Eurogruppo, raramente criticato in patria...]

Jeroen Dijsselbloem non ci capisce niente. Che cos'ha sbagliato, il presidente dell'Eurogruppo? Il sud Europa non può contare all'infinito sul sostegno del nord Europa, ha dichiarato il nostro a un giornalista tedesco. Perché "non posso spendere i miei soldi in alcol e donne per poi chiedere aiuto".

Quest'ultimo non si è rivelato un commento troppo felice. Politici spagnoli, portoghesi e greci hanno dato a Dijsselbloem una bella lavata di capo. Il Parlamento Europeo si è addirittura unito in una una condanna unanime del presidente dell'Eurogruppo (un privilegio normalmente riservato ai dittatori di nazioni del terzo mondo). 

"Sembra che io abbia commesso un crimine di guerra", ha poi sospirato Dijsselbloem in un'intervista al Volkskrant. L'attacco a Dijsselbloem si è rivelato un mistero anche per il quotidiano. "Dijsselbloem merita rispetto per il suo contributo nel disinnescare la crisi greca", ha scritto il Volskrant in un editoriale. Il corrispondente Marc Peeperkorn non sapeva più come valutare Dijsselbloem. "Per quattro anni lei è stato un eroe, lodato e onorato, il presidente e protagonista dell'Eurogruppo, garante della stabilità, salvatore della Grecia".

E questo sarebbe il ringraziamento? 

In qualità di giornalista economico seguo la crisi greca da circa quattro anni. Ed è veramente stancante, perché ogni anno la storia si ripete. La Grecia è in bancarotta, dobbiamo prestarle dei soldi, in cambio fa dei tagli che non servono a niente, il paese non cresce, dobbiamo prestarle ancora più soldi, in cambio fa altri tagli che non servono a niente, la crescita continua a non farsi vedere, e così ci teniamo occupati da ormai qualche anno.

E ogni volta mi stupisco della realtà alternativa in cui i politici e i giornalisti olandesi sembrano vivere. Concentriamoci un attimo sui fatti. Per quale motivo Dijsselbloem sarebbe il "salvatore della Grecia"? Il paese sta peggio degli Stati Uniti durante la Grande Depressione

"La Grecia è in una situazione peggiore di quella degli USA
durante la Grande Depressione".
Indice del PIL dall'inizio della crisi ad oggi.
Stati Uniti (1929-1936) - Grecia (2008-2016)


Il tasso di disoccupazione è ancora superiore al 20%.

La disoccupazione è ancora a livelli altissimi in Grecia.
Disoccupati come percentuale della forza lavoro attiva.
Eurozona (verde) - Grecia (viola)

Non c'è nessun economista serio che pensi che il debito pubblico greco, in seguito alle misure draconiane imposte da Dijsselbloem e co., sia divenuto sostenibile.

Troppo poco è stato fatto per risolvere i problemi strutturali della Grecia.  Per fare un esempio, i greci hanno ancora arretrati fiscali pari al 135% del PIL. 

I greci hanno ancora altissimi arretrati fiscali
Imposte in percentuale del gettito fiscale annuo
(Da sinistra a destra: OCSE - Unione Europea - Grecia)

E sia chiaro: non ne sono felici. 

I greci non sono contenti.
Percentuale dei greci che si dicono soddisfatti o molto soddisfatti
della propria vita.
Grecia (verde) - Unione Europea (viola)

Parliamoci chiaro: che le misure di austerità che Dijsselbloem ancora oggi (!) difende non avrebbero funzionato era ampiamente risaputo e prevedibile. Quest'anno è stato rilasciato un memorandum in cui l'ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard già nel maggio 2010 (!) scriveva che un'operazione di tagli alla spesa di questa portata "non è mai stata condotta o non è mai riuscita". "Il programma può facilmente deragliare, (anche nel caso in cui le politiche che richiede siano pienamente implementate)", avvisava. Senza un improvviso recupero e successo delle esportazioni, la ripresa si sarebbe rivelata "L-shaped" ("L-shaped" - già suona male), con "una recessione più profonda e prolungata di quanto si preveda adesso".
Ed è andata così. 

Nel frattempo, il Portogallo ci ha mostrato che un'alternativa è possibile. 
Il paese batte regolarmente le previsioni della Commissione Europea sulla crescita, e il deficit di bilancio è già al di sotto della soglia del 2,5% raccomandata dall'Unione Europea.  Tutto ciò dopo che l'attuale premier Antonio Costa, una volta vinte le elezioni a fine 2015 con un programma anti-austerity, ha riportato le pensioni statali, i salari e le ore di lavoro ai livelli precedenti la devastazione voluta dell'Eurogruppo. "Molti l'hanno soprannominata economia-voodoo", ha scritto il settimanale The Economist, "ma il signor Costa aveva ragione". 

Insomma, il discorso alcol-e-donne è ovviamente un pretesto col quale bastonare Dijsselbloem. Ma la vera questione è un'altra. Dijsselbloem è il simbolo di un approccio alla crisi che ha terribilmente, inesorabilmente fallito e che la storia giudicherà di conseguenza. Che il suo approccio non avrebbe funzionato era stato ampiamente previsto, e così è stato.

Chi lo racconta, adesso, alla stampa olandese?

2 commenti:

  1. Salve! Avrei una richiesta e una domanda.
    La richiesta: ho letto su twitter, ammesso che non abbia capito male, che ha scritto una tesi di laurea su Pierre Bourdieu; sarebbe possibile leggerla?
    La domanda: ha conoscenza dei testi di Guy Debord? Credo che potrebbero interessarla.
    Spero di non averla disturbata con questo off-topic, ma non sapevo come altro contattarla. Mi risponda pure, qualora ne abbia voglia, qui o per email all'indirizzo ricavabile da questo profilo.
    La ringrazio in anticipo per l'attenzione e le auguro un buon lavoro!

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  2. È disponibile una traduzione in olandese dell'articolo o dell'intero blog? Credo che farebbe bene anche agli olandesi.

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